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Santo del giorno: 27 Gennaio - Sant'Angela Merici

ANTEPRIMA "SEGNO"

 

ANTEPRIMA
 
APPARIZIONI ANGELICHE LUNGO I SECOLI
di don Marcello Stanzione
 
In favore dei martiri gli spiriti celesti appaiono agli occhi dei loro compagni di prigionia, ai loro guardiani, o anche ai loro carnefici. Il figlio del prefetto di Roma è folgorato dalla vista dell’angelo che custodisce sant’Agnese; Valeriano merita di vedere quello che custodisce santa Cecilia; i misteriosi assistenti alla deposizione nella tomba di sant’Agata sono intravisti da tutti quelli che rendono gli ultimi doveri alla sua spoglia.
Molte apparizioni agli anacoreti, vescovi e monaci, possono essere classificate come visioni immaginative; tali sono per esempio le apparizioni di anime condotte in cielo dagli angeli; tali anche le belle manifestazioni di spiriti celesti presentate agli sguardi di san Giovanni Crisostomo o di san Bernardo, sia durante la celebrazione del santo Sacrificio, sia durante il canto del mattutino, e menzionate su di un tema analogo nella vita di molti altri santi.
È molto probabile che in quelle circostanze, gli angeli si siano accontentati di imprimere nell’immaginazione dei servi di Dio alcune vive immagini rivelatrici della loro presenza o della loro azione, senza rivestire un’apparenza fisica.
Santa Teresa, che ebbe infinite volte rivelazioni di questo genere, non sembrava accordare loro una realtà circoscritta sotto i sensi del corpo. E, nondimeno, conviene riconoscer loro una realtà obiettiva. I santi hanno visto realmente, ma con le loro facoltà interne, degli angeli che conducevano realmente delle anime in cielo, che realmente circondavano il santo altare, e realmente esortavano i monaci a cantare le lodi divine.
 
VISIONE IMMAGINATIVA E VISIONE CORPORALE
Visione immaginativa non vuol dire allucinazione, ossia visione di un oggetto che non esiste, ma percezione con un atto interno del cervello di un oggetto reale che fa direttamente un’impressione su di esso. Difatti, ben lungi che vi sia opposizione tra la visione immaginativa e la visione corporale, vi è grande affinità tra l’una e l’alta. Dai due lati vi è formazione d’una immagine da un agente sterno e spirituale: solamente nel primo caso essa è presentata semplicemente al cervello del veggente, nel secondo lo è ai suoi sensi corporali. Alcuni esempi di visioni incontestabilmente corporali è quella dell’angelo che libera sant’Apollonio, quella degli sconosciuti che gli portano dei viveri, dei guerrieri misteriosi che guarniscono gli spalti di Costantinopoli, la guida provvidenziale che assicura la marcia dei crociati; tali sono anche le apparizioni da cui furono gratificati san Domenico, san Francesco d’Assisi, san Filippo Benizi; tali sono le visite degli spiriti celesti sotto la sembianza di un povero o di un pellegrino, così frequenti nella vita dei santi.
Pensiamo al toccante fenomeno dell’assistenza continua d’un angelo visibile, favore accordato a santa Lidwina, alla beata Veronica di Binasco, a santa Francesca Romana o a santa Francesca delle Cinque Piaghe o in tempi più recenti a san Pio da Pietrelcina. Occorre classificarle in mezzo alle visioni immaginative od in mezzo alle visioni corporali? Non si può credere che la sola immaginazione di quelle sante sia stata colpita e rapita da quella visione incantevole. Ma, si dirà, quegli angeli non erano visibili che alle sante stesse, e non al loro entourage. Questo non proverebbe per nulla che non abbiano colpito i loro sensi esteriori con una forma fisicamente sensibile: poiché uno spirito può molto bene, pur rendendosi esteriormente visibile a qualcuno, rimanere invisibile a tutti gli altri fuorché a lui.
 
 

 

 

 

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